Sant'Antioco Martire

A Sant’Antioco il quindicesimo giorno dopo Pasqua, da oltre 650 anni si celebra una festa che nella devozione, nella magia dei colori, dei canti e dei profumi è ancora inalterata: si tratta della Sagra di Sant’Antioco, Patrono dell’Isola omonima e della Sardegna e protagonista di una delle feste sarde più antiche.

Il Santo medico di origine mauritana è accompagnato da una affascinante leggenda che lo vuole sopravvissuto ad ogni genere di supplizio, anche all’abbandono in mare, scampato approdando sull’isola di Sulci, dove visse proseguendo la sua opera di evangelizzazione. Quando i soldati romani lo trovarono per arrestarlo, nel 127 d.C., il Santo chiese di potersi raccogliere in preghiera e tra lo stupore generale, morì all’improvviso avvolto da una luce abbagliante. Proprio dove si narra abbia compiuto l’ultimo prodigio, gli è stata eretta e dedicata l’attuale Chiesa di Sant’Antioco.

Il culto del Martire si diffuse rapidamente tra i fedeli di tutta la Sardegna: secoli di invasioni ed assedi non hanno mai impedito ai pellegrini di recarsi periodicamente sulla tomba del Santo. Nel 1615 vennero ritrovate le reliquie del Santo nelle catacombe al di sotto della Basilica.

Le prime testimonianze scritte sulla Sagra sono però datate al 1360 d.C.. Da sempre la Sagra attira ogni anno centinaia di fedeli da tutta la Sardegna e molti di loro scelgono di sfilare con i loro costumi tipici per accompagnare in processione il Santo, decorato con “Is coccois de Su Santu”, pani finemente decorati con motivi floreali. La tradizione vuole che Antioco giungesse nell’isola sospinto da un forte vento di Levante, che ancora oggi accompagna la sagra in suo onore.

Il primo di agosto si celebra un'altra edizione della Sagra in onore del santo, certamente non meno suggestiva di quella primaverile, anche questa con processione religiosa e parata di gruppi in costume sardo.

Il 13 novembre si celebra la ricorrenza religiosa con processione serale

Basilica di Sant'Antioco Martire

La basilica di Sant'Antioco Martire è una chiesa bizantina, coeva della basilica di San Saturnino a Cagliari e della chiesa di San Giovanni in Sinis (nel comune di Cabras). L'impianto originario fu costruito tra la fine del Ve gli inizi del VI secolo d.C. con pianta a croce greca e corpo cupolato dotato di scuffie; l'orientamento era Nord-Sud e presumibilmente l'altare maggiore si trovava sopra la tomba del beato martire Antioco, sepolto nell'area catacombale sottostante nel 127 d.C. Dopo lo scisma, nel 1089 d.C., i monaci vittorini di Marsiglia, oggi facenti parte dell'ordine dei benedettini, furono inviati in Sardegna con il compito di "occidentalizzare" il culto, ovvero sradicare le tradizioni e gli apparati liturgici appartenenti alla cultura e al rito bizantino.
I monaci apportarono numerose modifiche: l'allungamento della navata centrale, trasformando così la croce greca in croce latina; l'orientamento secondo l'asse Est-Ovest con conseguente spostamento dell'altare in direzione Est; la creazione dell'abside e di una cappella laterale absidata; tutta l'intera struttura fu, inoltre, interamente intonacata e dipinta. Di questi dipinti si ricordano soltanto degli angioletti sulla cupola e delle cassettonature lungo le arcate delle navate laterali.
Intorno al XVIII secolo venne allungata ulteriormente la navata centrale e venne completamente intonacata ed affrescata. Venne dotata di una facciata in stile neo barocco ancora esistente.
Nella seconda metà del XX secolo un nubifragio provocò il distacco di parte dell'intonaco e il parroco, don Salvatore Armeni, pensò di riportare la chiesa allo stato originale. Spogliata la chiesa dagli arredi barocchi ci si rese conto della vera epoca originale della chiesa, perché fino ad allora si era erroneamente pensato che risalisse al XI - XII secolo.

Le Catacombe

Delle prime testimonianze della cristianità in Sardegna fanno certamente parte le Catacombe di S.Antioco, sviluppatesi a partire dal III sec. intorno alla cripta del Santo patrono dell’isola. La soprastante Basilica di S.Antioco martire, sorta sulla tomba del Santo, è uno dei monumenti più antichi dell’intera regione. Prima sede vescovile della Diocesi Sulcitana Iglesiente, fu eretta intorno al V sec. con pianta quadrifida a croce greca, presbiterio rivolto ad Est ed un probabile corpo cupolato poi rivisto ed arricchito di elementi architettonici. Nel XII sec. la chiesa di S.Antioco subì degli ampliamenti che ne mutarono la struttura.

Ascrivibili a questa data sono l’inserimento delle navate laterali e l’allungamento della navata centrale, con il conseguente abbandono della croce greca, la costruzione dell’abside maggiore e della cappella a Nord. I lavori di ampliamento proseguirono fino al XVIII sec. con la creazione di una facciata in stile provinciale tardobarocco. Un intervento di ripristino del 1966 ha portato alla luce un fonte battesimale quadrato in pietra che fa supporre l’esistenza in periodo paleocristiano di un luogo battisteriale esterno al Martyrium del V sec., caduto in disuso forse in epoca vittorina.