Archeologia

Sant'Antioco è nota alle cronache storiche come Sulky, nome dal quale sarebbe derivato il toponimo Sulcis, che ancora oggi indica la zona geografica a sud-ovest della Sardegna facente capo alla provincia di Carbonia-Iglesias. Fiorente porto commerciale perfettamente inserito nei traffici del Mediterraneo, Sulky ha lasciato tantissime testimonianze archeologiche di sé e della vita che i coloni fenicio-punici e le genti autoctone conducevano in questa terra baciata dal mare.

Nei pressi del centro storico sono stati rinvenuti i resti di quello che sembra essere una sezione dell'antico centro abitato, articolato in diversi strati. Questa area archeologica, venuta casualmente alla luce nel 1983 (fra via D'Azeglio e via Gialeto), è conosciuta con il nome di Cronicario, poiché sorge accanto ad una casa di riposo per anziani, in passato identificata impropriamente come luogo di cura per malati cronici. Allo stato attuale gli scavi sono ancora in corso e l'area non è ancora stata aperta al pubblico, ma è comunque possibile osservarla dall'esterno. Nella parte alta della cittadina, sono inoltre stati rinvenuti i resti delle mura dell'Acropoli, datate con discreta certezza al IV secolo a.C. Ad oggi non è ancora chiaro quanto potessero essere alte tali mura, in quanto l'altezza massima registrata di ciò che ne rimane è di 1,50 m. Accanto all'Acropoli sorgeva anche la Necropoli, struttura sotterranea di sepolcri punici scavati nel tufo, che pare siano stati poi riutilizzati anche in epoca paleo-cristiana. L'impianto cimiteriale si estendeva per gran parte dell'attuale centro storico, dal forte alla basilica di Sant'Antioco Martire. 

I Musei

Museo Archeologico
Tofet
Acropoli
Museo del Bisso
Villaggio Ipogeo
Cronicario
Catacombe
Basilica di Sant’Antioco Martire
Ponte Romano
Fontana Romana
Forte Sabaudo
Torre Canai