A Sant'Antioco sono diverse le attività artigiane della vita di un tempo che vengono portate avanti ancora oggi perché ritenute delle perle di sapere da tramandare ai posteri, affinché non dimentichino le proprie origini e le proprie tradizioni.

Cucina

Una forma di abilità manuale ancora molto diffusa fra le massaie antiochensi è quella di impastare ed infornare il pane direttamente nel forno a legna di casa propria. Si tratta di una consuetudine molto comune soprattutto nei periodi di festa, che porta ad espressioni di panificazione talmente elaborate da potersi a buon diritto classificare come una vera e propria forma di artigianato artistico locale. Oltre ai classici cifraxuse ai più particolari coccòis, infatti, in alcune occasioni dell'anno, come ad esempio a Pasqua o durante la festa in onore del santo patrono, vengono create delle vere e proprie opere d'arte, destinate più al decoro e alle offerte votive che al consumo vero e proprio. Ne sono un esempio i famosi "coccoietti del Santo" (o pani pintau, lett. "pane decorato"), che ogni anno, in occasione della festa del paese, vengono portati in processione fino alla basilica quale donazione in onore di S. Antioco Martire. Si tratta di veri e propri gioielli realizzati con la pasta di pane, finemente modellati dalle dita di mani esperte e decorati con piccoli intagli realizzati col coltello o con la classica sarreta (la rotella con la circonferenza zigrinata utilizzata anche per la preparazione dei famosi culurgiones e dei ravioli).

Antichi mestieri

Come in molte altre zone della Sardegna, a Sant'Antioco sono diffusi i lavori d'intreccio, che danno vita a splendide ceste ornamentali di raffinata fattura note come parineddas. Un tempo impiegati in ambiente domestico quali contenitori o vassoi da portata per pane, dolci e pasta fresca, oggi vengono utilizzati anche come elementi decorativi. I cestini possono essere realizzati con steli di fieno, giunco, listarelle di canna o foglie di palma nana, sempre e comunque essiccati al sole. L'intreccio è il classico sardo, detto a spirale, che consiste nel realizzare per prima cosa il fondo, al quale poi vengono legate insieme le varie spirali utilizzando un ago di ferro. In genere il giunco è il materiale più utilizzato per la confezione di ceste con il manico, da utilizzare per la raccolta dei funghi o per riporre frutta e ortaggi. La paglia è invece il materiale scelto per realizzare recipienti bassi e piani e si presta molto bene alla decorazione pittorica. La maggior parte dei piatti e dei contenitori senza manico realizzati con questo materiale si presentano come manufatti dai colori variopinti, con decorazioni a forma di rosa o di chioccia che variano dal rosso, al blu, al verde o al nero. Fanno sempre parte dei lavori di intreccio le particolari nasse sarde in giunco, oggi realizzate da pochissimi artigiani dell'isola, per lo più anziani, per farne dei caratteristici souvenir. Sostituite negli ultimi decenni dalle più moderne nasse di forma cilindrica, realizzate in materiale zincato plastificato, le nasse in giunco sono state utilizzate dai pescatori dell'isola fino ai primi anni Sessanta del Novecento. Avevano una forma semiconica, simile a quella di una torre o un nuraghe, e presentavano un'imboccatura ad imbutoimbuto alla base (realizzata con una rete in cotone che consentiva l'ingresso ai pesci ma non ne agevolava l'uscita) e un coperchio apribile nella parte più alta della struttura (attraverso il quale venivano poi estratti i pesci). L'intreccio dei giunchi veniva realizzato legando insieme i vari elementi con una resistente fibra di cotone, che a sua volta era maneggiata e annodata attraverso l'utilizzo di un particolare ago a quattro punte, sul cui corpo centrale veniva arrotolato, e mano a mano rilasciato il filo. Della tradizione artigiana legata al mondo della pesca fanno parte anche le incredibili opere realizzate dai maestri d'ascia, di cui, fortunatamente, Sant'Antioco vanta ancora qualche rappresen-tante. Specializzati nella costruzione di imbarcazioni in legno, che in passato venivano interamente realizzate e rifinite a mano a suon di colpi d'ascia e scalpello, questi impareggiabili artigiani oggi si dedicano per lo più alla realizzazione di oggettistica in legno di vario genere, lavorata ed intagliata ad arte con grande precisione ed infinita pazienza, ottenendo risultati di grande pregio che nulla hanno da invidiare alla produzione di carattere industriale. Quelli riportati sono solo alcuni esempi concreti di come l'influenza del mondo esterno e della modernità non abbiano saputo cancellare le tracce delle tradizioni più antiche, ancora molto sentite e protette con orgoglio dagli artigiani e artisti dell'isola. Ma quanto di più vero potrete scoprire sulle tradizioni e usanze di questa terra saranno gli stessi locali a testimoniarlo, perché chi ara la terra, chi porta le greggi al pascolo o chi getta una rete in mare ha sicuramente una sua storia da raccontare.